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Il nostro fondatore:
Piero Pierotti

Calci (PI), 15 Aprile 1940 - Pisa, 11 Luglio 2023]

La sua storia è così singolare da poter fungere, anche ora che lui non c’è più, da stimolo per chiunque lo abbia conosciuto o, avendone sentito parlare, vorrebbe conoscerlo.

Ha dato un enorme contributo nei confronti di un mondo, quello della balbuzie in Italia, a cui si è dedicato interamente.

In Piero si coglievano due aspetti fondamentali:

Da un lato, la volontà di comprendere sempre meglio la balbuzie, ascoltandola anche attraverso l’esperienza diretta delle persone;

Dall’altro, il desiderio di comunicare, insieme ad amici e collaboratori, il mondo della balbuzie anche a chi lo conosceva poco o non lo conosceva affatto.

Alcune poesie di Piero

  • La mia balbuzie, la mia parola

    Gabbiano che viene dal mare

    che il vento spinge verso un muro

    una finestra spalancata

    in quel vetusto casolare.

    Non pensa certo alla mattanza.

    Qualche bambino dispettoso

    gli chiude ogni via d’uscita

    lo imprigiona nella stanza.

    Così finì la mia parola

    sbattendo tra labbra cucite

    da robusto filo spinato.

    Gabbiano che non vola.

    Più avanti, era un’estate,

    dopo ferite mai richiuse,

    ma mai mollando la speranza,

    eccomi là, ad ali spiegate.

    Mi guardo spesso intorno

    e mi ritrovo sempre a fianco

    qualche compagno di percorso.

    Ed è sempre un nuovo giorno.

    "La mia balbuzie", Piero Pierotti

  • Se vuoi sostenere le tue idee

    o difendere con coraggio la giustizia,

    Se vuoi proteggere i più deboli

    o pronunciare parole di amicizia; […]


    Non tirarti più indietro,

    non lasciarti serrare la gola:

    lotta, o più semplicemente,

    libera sicuro la tua parola.

    Dalla poesia "Libera la Parola", Piero Pierotti, 1998

  • Sul far della sera

    imbellettate ballerine di Botero

    danzano in cerchio

    e improvvise s’infiammano

    al ritmo serrato

    di plettri impazziti.

    Toni caldi attizzano

    le vesti impertinenti,

    occhi neri dardeggiano

    in gara con l’ultimo sole.


    "Messaggi di fuoco", Piero Pierotti

  • Vabbe’, le quote rosa...

    Che belle son le frasi

    ma poi chi se ne fotte?

    I fasci di mimosa...

    e lei ci crede quasi

    ma poi son solo botte.

    Lui sussurra t’amo

    ma è tutta ‘na parvenza

    le dona rose rosse

    le dice dai brindiamo

    poi viene la violenza

    e restan scarpe rosse...

    Fermiamo ‘sto macello

    orribile codardo

    ognuno resti insonne

    ascolti quest’appello

    e faccia baluardo

    a fianco delle donne.

    "A fianco delle donne", Piero Pierotti

  • La mia balbuzie, la mia parola

    Gabbiano che viene dal mare

    che il vento spinge verso un muro

    una finestra spalancata

    in quel vetusto casolare.

    Non pensa certo alla mattanza.

    Qualche bambino dispettoso

    gli chiude ogni via d’uscita

    lo imprigiona nella stanza.

    Così finì la mia parola

    sbattendo tra labbra cucite

    da robusto filo spinato.

    Gabbiano che non vola.

    Più avanti, era un’estate,

    dopo ferite mai richiuse,

    ma mai mollando la speranza,

    eccomi là, ad ali spiegate.

    Mi guardo spesso intorno

    e mi ritrovo sempre a fianco

    qualche compagno di percorso.

    Ed è sempre un nuovo giorno.

    "La mia balbuzie", Piero Pierotti

  • Se vuoi sostenere le tue idee

    o difendere con coraggio la giustizia,

    Se vuoi proteggere i più deboli

    o pronunciare parole di amicizia; […]


    Non tirarti più indietro,

    non lasciarti serrare la gola:

    lotta, o più semplicemente,

    libera sicuro la tua parola.

    Dalla poesia "Libera la Parola", Piero Pierotti, 1998

  • Sul far della sera

    imbellettate ballerine di Botero

    danzano in cerchio

    e improvvise s’infiammano

    al ritmo serrato

    di plettri impazziti.

    Toni caldi attizzano

    le vesti impertinenti,

    occhi neri dardeggiano

    in gara con l’ultimo sole.


    "Messaggi di fuoco", Piero Pierotti

  • Vabbe’, le quote rosa...

    Che belle son le frasi

    ma poi chi se ne fotte?

    I fasci di mimosa...

    e lei ci crede quasi

    ma poi son solo botte.

    Lui sussurra t’amo

    ma è tutta ‘na parvenza

    le dona rose rosse

    le dice dai brindiamo

    poi viene la violenza

    e restan scarpe rosse...

    Fermiamo ‘sto macello

    orribile codardo

    ognuno resti insonne

    ascolti quest’appello

    e faccia baluardo

    a fianco delle donne.

    "A fianco delle donne", Piero Pierotti

Per sapere di più sulla storia di Piero, visita il sito realizzato in sua memoria con tutte le sue poesie ed esperienze

Diventa socio, l’iscrizione è aperta a tutti:

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Persone che balbettano, familiari e sostenitori.

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Entrare a far parte dell’Associazione significa non essere soli.
È un modo per condividere esperienze, partecipare alle attività e contribuire al cambiamento.

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