Per aiutare tuo figlio, il primo passo è comprendere che la balbuzie non dipende dalla volontà, dall’intelligenza o dall’educazione ricevuta. È una condizione che riguarda il modo in cui il parlato viene pianificato, prodotto, coordinato e vissuto dalla persona, anche in relazione al contesto comunicativo.
Disfluenze nel parlato e balbuzie
Tra i 2 e i 5 anni, i bambini attraversano una fase di straordinaria espansione del linguaggio, e, intorno ai 33 mesi, alcuni possono iniziare a balbettare. Nel parlato di tutti, bambini, bambine e persone adulte, possono comparire disfluenze (chiamate spesso “normali” o “altre disfluenze”): pause, esitazioni, riformulazioni, ripetizioni di parole o frasi. Questo fa parte della comunicazione umana.
Quando un bambino o una bambina inizia a balbettare, però, possono comparire alcune disfluenze da balbuzie, all’inizio di una parola, di un suono o di una sillaba. Per esempio:
Ripetizioni di suoni o sillabe: “pa-pa-pa-palla”, “ma-ma-ma-mare”.
Prolungamenti di suoni: “sssssole”, “mmmmamma”.
Blocchi: la persona sembra pronta a dire una parola, ma il suono non esce subito. “...cane”
A volte questi momenti possono essere accompagnati da tensione visibile sul viso, sul collo o nel corpo, oppure da reazioni di frustrazione, maggiore sforzo comunicativo o tentativi di evitare alcune parole o situazioni. A volte invece il bambino può balbettare e non avere nessuna delle reazioni sopra citate.
Osserviamo come il parlato dei nostri bambini si evolve nel tempo: che tipo di disfluenze compaiono, da quanto sono presenti, quanto sembrano incidere sulla comunicazione e soprattutto come il bambino o la bambina vive il proprio modo di parlare!
I fattori che possono contribuire alla balbuzie: il modello multifattoriale
La scienza moderna concorda sul fatto che non esista una causa unica della balbuzie. La balbuzie emerge dall’interazione di più elementi:
Fattori neurofisiologici e genetici: esiste una predisposizione familiare. È più probabile che un bambino o una bambina inizi a balbettare se in famiglia ci sono altre persone che balbettano o hanno balbettato in passato. La ricerca mostra anche differenze nel funzionamento delle reti cerebrali coinvolte nella produzione del parlato e nella struttura del cervello di persone che balbettano, inclusi bambini e bambine. Queste differenze non indicano qualcosa di “sbagliato”: descrivono semplicemente un modo diverso di funzionare.
Fattori linguistici e di sviluppo: la balbuzie compare spesso nei momenti di rapido sviluppo del linguaggio. Nuove parole, frasi più lunghe e strutture grammaticali più complesse possono rendere il parlato più impegnativo da organizzare e coordinare.
Fattori ambientali, comunicativi ed emotivi: l’ansia, la fretta, la pressione comunicativa o una forte sensibilità emotiva non causano la balbuzie, ma possono influenzarne l’andamento, l’intensità e il modo in cui viene vissuta dalla persona e da chi le sta intorno. Per esempio, frequenti interruzioni, molte domande una dopo l’altra o reazioni di disagio da parte degli adulti possono aumentare la pressione comunicativa.